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L'Intelligenza Artificiale entra nelle aziende: obbligo di formazione dal 2025

Dal 2 febbraio 2025, le imprese dovranno garantire una formazione adeguata sull'intelligenza artificiale ai propri dipendenti, in conformità con l'AI Act, il regolamento dell'Unione Europea, entrato in vigore il 2 agosto 2024, che disciplina l'utilizzo dell'IA con l'obiettivo di assicurare un impiego responsabile, sicuro e conforme ai principi etici e giuridici.


Come previsto dall’art. 4 dell’AI Act, intitolato “Alfabetizzazione in materia di IA”, sia i fornitori che i deployer, ovvero gli sviluppatori di sistemi di IA e chi li utilizza, sono tenuti ad adottare dei piani formativi:

Questo provvedimento segna un cambiamento significativo nel mondo del lavoro e impone alle aziende un adeguamento non solo tecnologico, ma anche culturale e organizzativo. L’IA sta trasformando settori chiave come la finanza, la sanità, l’industria e i servizi digitali, introducendo automazione, analisi predittiva e nuove metodologie operative. Tuttavia, il rapido avanzamento tecnologico comporta anche rischi, tra cui l’uso improprio della tecnologia, la discriminazione algoritmica e la vulnerabilità della sicurezza informatica. Senza una formazione mirata, i lavoratori potrebbero trovarsi impreparati a gestire queste sfide, rendendo l’alfabetizzazione digitale una necessità improrogabile per ogni organizzazione.

L’art. 3, che contiene le definizioni dei termini contenuti nell’AI Act, al n. 56) chiarisce che per «alfabetizzazione in materia di IA» si intendono:
«le competenze, le conoscenze e la comprensione che consentono ai fornitori, ai deployer e alle persone interessate, tenendo conto dei loro rispettivi diritti e obblighi nel contesto del presente regolamento, di procedere a una diffusione informata dei sistemi di IA, nonché di acquisire consapevolezza in merito alle opportunità e ai rischi dell'IA e ai possibili danni che essa può causare;

L’obbligo di formazione riguarda non solo gli specialisti di settore, ma anche tutti coloro che, direttamente o indirettamente, interagiscono con sistemi basati su IA. Dai manager ai responsabili delle risorse umane, dagli operatori dei servizi ai tecnici di produzione, ogni figura aziendale dovrà acquisire competenze per comprendere il funzionamento dell’IA e il suo impatto sulle attività lavorative. Le aziende potranno scegliere di organizzare corsi interni o di affidarsi a enti di formazione certificati, ma in entrambi i casi la preparazione dovrà coprire aspetti fondamentali come il funzionamento dell’IA, il quadro normativo, le implicazioni etiche e sociali, i rischi di sicurezza e le strategie per una corretta integrazione della tecnologia nei processi aziendali. Inoltre, è cruciale che il personale sviluppi un approccio critico nell’utilizzo dell’IA, imparando a riconoscerne i limiti e a evitare l’affidamento cieco agli algoritmi.
Il mancato rispetto delle disposizioni previste dall’AI Act potrebbe comportare sanzioni per le aziende, con controlli previsti da parte degli organi di vigilanza europei. Per molte realtà imprenditoriali, soprattutto per le PMI, questa imposizione rappresenta una sfida considerevole, sia in termini economici che organizzativi. Per questo motivo, l’Unione Europea ha previsto incentivi, finanziamenti e programmi di supporto per agevolare la transizione, promuovendo collaborazioni con università, centri di ricerca e istituti di formazione. Tuttavia, oltre agli obblighi normativi, le imprese devono considerare la formazione sull’IA come un investimento strategico. Essere in grado di padroneggiare queste tecnologie non solo si migliorerà la competitività aziendale, ma si favorirà anche un ambiente di lavoro più efficiente, sicuro e innovativo.
La regolamentazione mira inoltre a garantire che l’IA venga utilizzata in modo etico e responsabile, evitando derive discriminatorie o dannose per la società. È fondamentale che l’introduzione dell’automazione non diventi un ostacolo per i lavoratori, ma uno strumento di crescita e miglioramento professionale.
Le aziende che adotteranno una visione lungimirante potranno trasformare questa sfida in un’opportunità, ponendosi all’avanguardia nella gestione dell’innovazione tecnologica e costruendo un’organizzazione in grado di adattarsi alle evoluzioni del mercato. Il 2025 sarà dunque un anno cruciale: l’intelligenza artificiale è ormai una realtà con cui tutti devono confrontarsi e il futuro del lavoro passa inevitabilmente attraverso la sua comprensione e il suo utilizzo consapevole.